IL NUOVO RINASCIMENTO DELLE AZIENDE ITALIANE

Il futuro del Made in Italy.

“È sempre un piacere incontrare persone e stabilire dei rapporti che, innanzitutto, sono rapporti umani, perché,” – continua Dania – “quello del Retail è un settore dove, troppo spesso, a contare sono soprattutto i numeri, i fatturati, i progetti, le date di consegna…”. Mi piace iniziare questa analisi riportando il commento della responsabile marketing di una delle principali aziende che allesticono, in Italia e all’estero, i punti vendita di brand come Dolce & Gabbana, Roberto Cavalli, Kiko, COIN, Mondadori e tanti altri. L’occasione è stata un incontro che abbiamo organizzato per far conoscere due nostri clienti che operano nello stesso settore al fine di favorire delle interazioni e un “fare squadra” tra due realtà italiane con, entrambi, esperienze e risultati decennali e che, paradossalmente, vivono a meno di 50 km di distanza l’una dall’altra. L’osservazione di Dania si è rivelata una conferma di tante altre in cui, allo stesso modo, emergevano considerazioni relative al “fattore umano”. Altri ambiti, altri settori, altri progetti di marketing e comunicazione, ma iniziavo a far caso a questo riferimento ricorrente nelle discussioni con responsabili e dirigenti di aziende italiane. Questa mia attenzione mi ha fatto comprendere il vero senso di alcuni concetti che, tempo fa, avevo letto in diverse pubblicazioni centrate sul made in Italy e sugli sviluppi futuri di vari settori. In particolare, mi sono interessato a delle ricerche portate avanti da Francesco Morace (un sociologo e saggista che da diversi decenni si applica nella ricerca sociale e di mercato) i cui riferimenti ritrovavo anche in pubblicazioni inerenti i nuovi sviluppi del neuromarketing.neuromarketing

Da diversi anni, infatti, grazie alla disponibilità di particolari tecnologie di rilevazione, l’incontro tra marketing e neuroscienze sta confermando il ruolo determinante che le emozioni giocano nei processi decisionali, anche in quelli che, a prima vista, potrebbero sembrare dominio esclusivo della razionalità. Nuovi scenari in cui potrebbe valorizzarsi quella che viene definita come l’Italian way allo sviluppo e all’innovazione, grazie a una superiore capacità, tutta italiana, di saper coniugare fattori razionali (progettuali, produttivi, commerciali ecc.) con fattori emotivi. Una specie di Neo Italian Style capace di fondere, nei prodotti e servizi, una soddisfazione del cliente che non riguarda soltanto esigenze funzionali, strumentali, tecnologiche, ma anche fabbisogni emotivi in cui assumono centralità le componenti legate alla qualità del tempo, dello spazio e del corpo.

Il con­su­ma­to­re ha cam­bia­to pelle o sta cam­bian­do pelle, in cerca di espe­rien­ze più che di pro­dot­ti, di sen­sa­zio­ni e di emo­zio­ni più che di va­lo­ri d’uso” Giampaolo Fabris

Il profitto sarà generato dai contenuti emotivi degli stessi prodotti” Rolf Jensen

Ma perché noi italiani saremmo particolarmente bravi nel riuscire in queste contaminazioni?

Tutti al mare

Perché siamo un popolo cresciuto per millenni potendo contare su fattori di sviluppo che, in tante altre realtà, tendevano ad escludersi a vicenda.I popoli latini sono portati a un certo stile di vita favorito da caratteristiche climatiche in grado di valorizzare la vita all’aria aperta, il tempo libero, le feste, le emozioni, e, per questo, sono meno votati al pragmatismo, all’efficienza “prima di tutto”, alla prestazione. Quei fattori che, invece, hanno centralizzato popoli nordici, meno “dotati” da un punto di vista climatico e, di fatto, più inclini al “vivere per lavorare” rispetto a un “lavorare per vivere”. Popoli, quindi, che hanno sviluppato particolari capacità basate su approcci alla vita più razionali e positivistici, e, di contro, meno sensibili al richiamo delle emozioni. Al riguardo mi viene in mente un passo del romanzo filosofico e fantapolitico Storia filosofica dei secoli futuri in cui Ippolito Nievo, nel 1860, scrive:

la fioritura pensante di tre secoli avvenire fu ottenuta con tal precisione, che sfido un critico tedesco a trovarci di che ridire.

marketing, design, innovazione

L’Italia, in qualche modo, ha sempre potuto contare, invece, su dei fattori costituenti in grado di favorire l’incontro di queste diverse way of life. Da un lato il clima, la natura, le tradizioni di un storia millenaria, che, come per altri popoli latini, hanno sempre permesso di usufruire di una particolare qualità della vita in cui il tempo libero può godere di piaceri legati al sole, al mare, al calo, ai paesaggi, ai prodotti naturali, favorendo un modus vivendi ricco di occasioni passionali, humus ideale per la “coltivazione” delle emozioni. Dall’altro lato, siamo un Paese del vecchio continente europeo, punto di confine con le realtà asiatiche e africane e con 7.458 Km di coste e di porti in un mare storico come il Mediterraneo. Questo ci ha portato ad essere un crocevia di culture, saperi, esperienze, di cui, spesso, noi stessi ci siamo nutriti per sviluppare particolari capacità creative e realizzative. Una capacità progettuali poliedriche, in cui il risultato, voluto o non voluto, è una sintesi sia di calcoli razionali e sia di respiri emozionali. Capacità che (quasi a conferma delle teorie evoluzionistiche), con il tempo, sono entrate nel nostro DNA traducendosi in un talento innato che può essere visto come quel filo rosso che segna la continuità tra il passato (Leonardo da Vinci, Michelangelo, Galileo, Dante, Colombo ecc.) e il presente (o meno passato) delle eccellenze che hanno portato il Made in Italy ad essere ricercato in tutto il mondo (dalle piccole e medie imprese, ai nomi illuminanti di Ferrari, Lamborghini, Renzo Piano, Giorgio Armani, Barilla ecc.). Un filo rosso che, ad un certo punto, sta rischiando di spezzarsi e che, invece, potrebbe trovare un ulteriore prolungamento in quella che sembra essere una nuova età dell’artigianato. Il cosiddetto artigianato digitale, in cui le nuove disponibilità tecnologiche (pensiamo, ad esempio, alle stampanti 3D) sembrano dar vita a nuove prospettive in cui quello stesso “saper fare” italiano, che ha dettato legge in tanti settori, possa tornare a essere un riferimento assoluto di genialità, design, eleganza, gusto e… voglia di godersi la vita.

Riferimenti bibliografici:

Storia filosofica dei secoli futuri – I. Nievo, Salerno Editrice

– Il talento dell’impresa – F. Morace e G. Lanzone, Nomos Edizioni

 

 

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SI VA IN SCENA… AZIONE!

Il marketing per un’accademia teatrale.

Di solito, progetti con le stesse caratteristiche non sono facili da promuovere con efficacia. Una scuola di formazione ai primi anni di attività. La location in un piccolo centro di provincia. Un settore alquanto concorrenziale. Piccoli budget da dedicare alle attività di promozione. Responsabili impegnatissimi in diverse attività. Un insieme di aspetti che caratterizzano tanti progetti che arrivano sui nostri tavoli. Ma il caso di Arotron è emblematico al fine di mettere a fuoco quali possono essere gli elementi che, seppur in condizioni non facili, permettono di raggiungere i risultati.

Arotron è un centro artistico polifunzionale nato a Pianella, un piccolo centro della provincia pescarese che, da diversi anni, con attività culturali, eventi e attenzione al territorio, si sta distinguendo per il fermento, la partecipazione e l’intraprendenza dei suoi giovani cittadini.In questo ambito Arotron propone un’accademia teatrale con un corso di studi della durata di tre anni, durante i quali gli allievi, oltre al percorso didattico, hanno la possibilità di prendere parte a delle produzioni reali. Un metodo efficace in grado di avvantaggiarli nella futura ricerca di lavoro in quanto consente loro di uscire dall’accademia già con un bagaglio importante di esperienze. Freschi di formazione, ma con esperienza. Chi può volere di più?!?

marketing

Inoltre, l’accademia può vantare un gruppo docente di elevato livello, a partire dal suo Direttore Artistico Franco Mannella. La realtà, dunque, è molto valida, ma farla emergere in un panorama sovraffollato di messaggi mediatici è un altro discorso. L’agenzia Invicto viene scelta per elaborare e realizzare una strategia di promozione tesa a raccogliere iscrizioni per l’accademia. Il mio ruolo è quello di project manager, con la responsabilità di affiancare in prima persona il cliente e coordinare lo staff che l’agenzia mette a disposizione, rappresentando l’anello di congiunzione tra il marketing e la comunicazione.

Già, perché per mettere in campo una comunicazione efficacie, che porti dei risultati, occorre innanzitutto mettere a fuoco cosa si deve comunicare. Occorre valutare quali possono essere dei fattori vincenti, delle fonti di vantaggio competitivo, che possono fare la differenza, rispetto sia alle esigenze dei potenziali interessati e sia alle caratteristiche del settore di riferimento e del contesto dei concorrenti. E realizzare queste analisi, che lo si dica o no, significa fare marketing. Significa mettere al centro i bisogni del proprio target, analizzare come la proposta li soddisfa, in che maniera tale proposta si differenzia dalle altre e, quindi, definire gli elementi che permettono di far percepire questi aspetti e il valore che possono ottenere tutti coloro che sono interessati.

marketing strategico

Bene. La strategia, dunque, sembrerebbe porre la sua attenzione esclusivamente sull’accademia. E invece no. Infatti, insieme con i responsabili di Arotron, nell’analizzare i possibili scenari, abbiamo valutato che i risultati che si possono raccogliere al momento delle iscrizioni all’accademia non dipendono da quelle attività che si mettono in campo in quei due mesi prima. Bensì, devono essere la conseguenza della visibilità e della comunicazione curata al di fuori di questa fase, ovvero, in quella serie di bellissime attività che il centro realizza, direttamente o indirettamente, nel corso dell’anno. In particolare, con riferimento a eventi e manifestazioni realizzate sul territorio. Sono queste attività che devono essere poste all’attenzione e delle quali è determinante curare il marketing e la comunicazione. Perché sono queste attività a racchiudere tutto il potenziale, in quanto permettono di:

  • attrarre persone che apprezzano determinate realtà (lo spettacolo);
  • realizzare la comunicazione in situazioni di un bel coinvolgimento emozionale. Questo ne aumenta le proprietà di impatto e memorizzazione;
  • agevolare la notorietà del marchio e la percezione di credibilità e concretezza in riferimento a tutte le attività future di comunicazione;
  • distribuire materiali di comunicazione in grado di diffondere un’immagine univoca, e perciò sempre riconoscibile, del centro artistico;
  • agevolare processi di “passaparola”.

In base a questa linea strategica, insieme a Franco Mannella e Sara De Santis, che rappresentano i “deux ex machina” di Arotron, abbiamo definito strumenti, materiali e media da mettere in campo:

1) visual e copy, per la campagna di iscrizioni e per le altre attività;
2) declinazione dei visual e dei copy per strumenti offline (manifesti, locandine, volantini ecc.) e online;
3) landing page per campagne online e integrazione con il sito internet www.arotron.it;
4) campagne Social Media Marketing;
5) campagne Google AdWords.

 

L’insieme di strategia, strumenti e attività ha permesso di migliorare i risultati, da un anno all’altro, di un bel 320%, raggiungendo un numero totale di ben sedici allievi. Diversi sono stati i fattori che hanno permesso di raggiungere questo risultato. La creatività di un giovane talento dell’agenzia, il Junior Art Director Daniele, che ha dato vita a dei visual molto affascinanti ed efficaci. Ma, soprattutto, alcune componenti che troppo spesso sono carenti in progetti con le stesse caratteristiche: la convinzione, dei responsabili del centro di artistico, dell’importanza strategica, ai fini della crescita di medio e lungo periodo, dei processi di marketing e comunicazione; la fiducia accordata al supporto di un agenzia di professionisti che lavorano da decenni nel settore; l’impegno dedicato, giorno per giorno, con competenza e passione, alle diverse attività che l’agenzia aveva posto al centro della strategia. È il caso, ad esempio, della gestione dei Social Media, e in particolare di Facebook.

marketing, neuromarketing

La pagina fans di Arotron, gestita quasi esclusivamente da Sara, infatti, rappresenta un caso esemplare di come dovrebbe essere gestito tale canale. Io stesso, quando mi capita di intervenire in convegni, seminari e altri eventi in cui si discutono tali dinamiche comunicative, faccio riferimento a questo esempio di gestione del principale socialnetwork. Una gestione quotidiana, attenta, non invasiva, volta a testimoniare la realtà del centro artistico, del settore, dei suoi docenti e del suo territorio, proponendo informazioni, consigli e tanti spunti interessanti per la propria base fans.

Non si fanno sconti

Un lavoro che, seppur in secondo piano rispetto alle molteplici attività realizzate nel quotidiano, comunque richiede del tempo, della competenza e, quindi, buona volontà. Perché la comunicazione, e soprattutto quella sul web, valorizza il lavoro, ma non lo sostituisce, non fa sconti. Per ottenere dei risultati validi, proiettati al futuro, sono sempre necessari competenza e impegno. Non esistono scorciatoie. Chi dice il contrario mente sapendo (o non sapendo, per sua stessa ignoranza) di mentire. Utilizzare Internet non significa stringere nelle mani una bacchetta magica. E, soprattutto, così come la Rete è determinante per amplificare gli aspetti positivi della propria attività, allo stesso modo può amplificarne quelli negativi. Può essere un’arma che si ritorce contro.

È importante considerare, in conclusione, che, continuando con queste premesse strategiche e operative, i risultati sono destinati ad aumentare sempre di più perché il centro artistico, con il passare delle stagioni, delle attività svolte e del risalto agevolato con strumenti e materiali di comunicazione, acquisirà sempre più notorietà. Un processo che consente, soprattutto, di dare evidenza a quelli che sono gli obiettivi e i risultati complessivi che il centro raggiunge, ovvero la formazione degli allievi e la crescita del territorio. Una realtà sociale in grado di valorizzare le risorse e di “accendere” molteplici stimoli di sviluppo, la cui localizzazione in un piccolo centro di provincia, invece di rappresentare un fattore limitante, diventa l’occasione per rendere questi stimoli disponibili davvero per tutti.

 

Riferimenti Web:

sito Internet www.arotron.it

– segui Arotron sulla sua pagina Facebook.

 

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