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PER INTERNET CI PENSA PICASSO

Comunicare sul Web: tra arte e neuromarketing.

Cosa c’entra il pittore spagnolo, morto nel 1973, con la rete Internet, nata nel 1991? Più di quello che possiamo immaginare.

Internet e Picasso(durata del video 2′:44″)

Nelle vostre attività di marketing e comunicazione, siete sicuri di fare un uso corretto dei colori? In particolare, in quelle attività che si possono svolgere attraverso il Web (l’allestimento del sito Internet, dell’e-commerce, di una pagina sui socialnetwork, di una landing page e così via), sapete quanto può essere importante, almeno per non sbagliare, saperli scegliere e abbinare? Il Web, infatti, è un formidabile strumento di comunicazione. E come tutti gli strumenti, è importante capire come può essere utilizzato al meglio per raggiungere i diversi obiettivi aziendali e professionali. Se consideriamo che l’impiego di questo strumento è connesso alla visualizzazione di un display (di diverse dimensioni: dagli schermi di un computer a quelli di uno smartphone), non possiamo sottovalutare il ruolo che possono svolgere i colori. Un ruolo che, chiaramente, è importante in qualsiasi attività di marketing e comunicazione (online e offline), ma lo diventa, soprattutto, quando il “tramite” è uno schermo retroilluminato. In questi ambiti, infatti, la luminosità e il risalto con cui i colori vengono trasmessi e, quindi, interpretati dal nostro sistema visivo, ne fanno un importante veicolo in grado di influenzare la percezione dei messaggi che si intendono comunicare. La loro percezione, infatti, può avere un ruolo determinante con riferimento agli stati emozionali che si intendono (o non si intendono!) suscitare nello “spettatore” e, quindi, all’efficacia dello strumento comunicativo (sito web, landing page, email ecc.).

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Le partite di Coppa

Il Neuromarketing, d’altra parte, ci sta confermando, a livello appunto di neuroscienze, che in “Coppa Comunicazioni” la partita si gioca quasi tutta (addirittura fino al 95%) sul campo di casa delle emozioni. E per capire, senza ombra di dubbio, questi fondamentali principi, validi per qualsiasi attività di comunicazione, quale miglior Maestro di uno dei più importanti e affascinanti pittori del XX Secolo?!? Picasso, infatti, proprio attraverso l’uso dei colori e delle forme, riusciva ad esprimere quelli che erano i propri stati d’animo e, soprattutto, a farli “leggere”, anche con un certo trasporto empatico, allo spettatore delle sue opere. Prendiamo in considerazione i ritratti che il Maestro realizzava per delle modelle con le quali, a volte, veniva ad avere delle relazioni. In particolare facciamo la conoscenza di Marie Therese Walter. Il Maestro realizzò un suo ritratto in un momento in cui la loro relazione andava a gonfie vele, e un altro ritratto quando il loro rapporto si era burrascosamente complicato. Ci basta vedere i due ritratti per capire, ciascuno, a quale situazione è riconducibile:

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Ecco, dunque, come i colori e le forme impressi nella tela dall’autore riescono a trasmetterci, non solo a livello conscio, degli stati d’animo e a farceli vivere in maniera empatica.

I colori, una volta impressi nella nostra retina non si fermano, ma raggiungono il cervello dove vengono elaborati, catalogati e riconosciuti. Non solo: entrano in relazione anche con il nostro sistema nervoso riprogrammando la nostra emozionalità. (Art Semiology – F. Crepaldi, C. Ligas, Ars Europa Edizioni, 2006)

Ma potremmo anche decidere di alzare la posta e chiederci: perché il toro (che, in fondo, è un animale come noi, anche se meno aggressivo!) si imbestialisce al vedere sventolarsi davanti un mantello rosso?

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Certo, la presenza di uno strano pupazzo vestito in maniera ridicola non aiuta a calmare gli animi, e tutti i torti non gli si possono dare. Ma, comunque, non è che il toro abbia una particolare antipatia per il rosso. Il fatto è che il rosso è un colore adrenalico e, nel sistema chimico-percettivo degli esseri viventi, può determinare questi effetti. Ci sono, perciò, delle cose che occorre sapere nel momento in cui vogliamo utilizzare dei colori. E non è necessario essere un torero o addirittura un artista per farne un uso corretto. Basta conoscere gli aspetti semantici riconducibili a ciascun colore, in particolare, negli ambiti delle culture occidentali. Come, sappiamo, infatti, cambiando le culture, soprattutto verso i paesi asiatici, i significati associati ad alcuni colori possono essere del tutto diversi.

Da queste considerazioni, possiamo capire che i colori giocano un ruolo importante nel momento in cui li andiamo a impiegare per comunicare l’immagine della nostra attività professionale, della nostra azienda e/o di un nostro prodotto/servizio, in quanto ogni colore ha una sua semiotica e, quindi, delle caratteristiche che si associano maggiormente con i “significati” che intendiamo trasmettere.

Rosso Ferrari?

D’altra parte, vi è mai capitato di navigare su un sito di una banca o di una compagnia di assicurazione i cui il colore dominante era il rosso? Ci sarà un motivo? Certo che c’è. E la risposta sta proprio nella “portata” semantica che distingue ciascun colore dall’altro. Il rosso, infatti, è legato ancestralmente ai concetti di sangue, fuoco, sole ed è un colore che eccita, spaventa, adira, e, stimolando l’attivazione dell’adrenalina attraverso il sistema simpatico, fa aumentare la frequenza del battito cardiaco, la pressione e il ritmo respiratorio. Psicologicamente il rosso richiama l’espressione della forza vitale, del desiderio, dell’energia finalizzata all’azione e alla conquista, rappresenta l’impulso verso l’agire attivo, lo sport, la competizione, la lotta, nonché l’erotismo, la ricerca di intensità di esperienze e di pienezza di vita.

rosso ferrari

Il blu, invece, è legato ai concetti di acqua e cielo, ed è un colore che rasserena, stimolando la disattivazione dell’adrenalina, e trasmette tranquillità, sicurezza, affidabilità. Tale effetto viene utilizzato come stratagemma comunicativo per porre l’emittente in condizione di prestigio e autorevolezza rispetto al destinatario. La relativa famiglia che va dal “navy” all’”alice” viene proprio impiegata, oltre che in ambiti tecnologici e di igiene, proprio per ribadire la serietà, la competenza e l’autorevolezza dell’emittente.

blu dipinto di blu

Tutti i colori, dunque, hanno dei caratteri propri e dei diversi effetti “comunicativi” che possono agire a livello visivo, psicologico e inconscio, in chi li percepisce. Per questo, è molto importante saperli scegliere e abbinare, soprattutto nel momento in cui intendiamo ottenere una completa coerenza tra ciò che vogliamo comunicare e ciò che viene percepito dai destinatari dei nostri messaggi.

Bibliografia di riferimento:

  • Art Semolgy. L’immagine oltre l’arte (fra pubblicità e marketing) – Crepaldi, C. Ligas – Ars Europa Edizioni
  • Design – Anna M. Giannini, T. Marzi, M. P. Viggiano – Giunti
  • Emotional Asset – G. Abbate, U. Ferrero – Casa Editrice Finedit Italia

 

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